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sabato, novembre 24, 2007
Lettera di monsignor Capovilla

Questa lettera è un grande dono di mons. Loris Capovilla ai ragazzi del Consiglio comunale di Sovere e di Clusone. Ci è stata da lui consegnata nel corso dell'incontro svoltosi a Sotto il Monte in data 8 maggio 2007. S'intitola :

Ad un adolescente

<<Caro adolescente>> devi imparare a conoscerti e amarti, <<specchiarti nell'armonia della natura, dell'arte, della musica; far amicizia coi giusti, con gli eroi. Tu sai che, senza alcun mio merito, io ho guardato negli occhi e ho letto nel cuore di Angelo Giuseppe Roncalli, iscritto nella storia col nome dolce soave solenne di Giovanni XXIII. Posso attestare che egli apparteneva alla schiera dei giusti, che si distinguono per lo stretto legame alle radici. Essi respirano l'Eterno con la Bibbia, si nutrono con l'Eucaristia, bramano di conoscere per migliorarsi, affinarsi, imparare l'arte di servire e di amare ad ogni costo. 

Nella memorabile udienza del 19 maggio 1960 a ventimila adolescenti e giovani romani, papa Giovanni additò la via ardua e sicura dell'onore, del successo, del merito:
- Il padre vi guarda con occhio sorridente e vi è grato di essergli venuti a recargli con la vostra presenza tanto conforto. Ma nei miei occhi è soffusa anche una nube di mestizia. Io prego perché tutti si volgano a voi, non per conquistarvi, ma per servirvi; non per determinare o condizionare il corso della vostra esistenza, ma per aiutarvi a scoprire il disegno di Dio su ciascuno di voi.
Come non provare preoccupazione quando si addensano nubi all'orizzonte internazionale? o quando attraverso i mezzi più moderni della tecnica si diffondono e si esaltano espressioni meno nobili del vivere e dell'operare? In tutti i tempi le ragioni del denaro, dell'ambizione, della prepotenza pretesero di avere il sopravvento. L'antica parola non ha perduto in nulla la sua efficacia: Il mondo è tutto fondato sulla malignità (1 Gv 5, 19).
Perché dunque non dire a voi giovani, che apprezzate la verità, la bellezza, l'amore,
che sono trepidante per le vostre anime, per il vostro avvenire, per le vostre famiglie di oggi e di domani? Sento che nel dominio dei vostri sentimenti è accesa la grande luce dell'amore puro e disinteressato, dei propositi di collocarvi tra coloro che sono e che si dicono procreatori, e ne meritano il nobilissimo titolo; e vorrei che nulla e nessuno al mondo vi strappasse alla visione di più alti ideali.
State di buon animo e nell'ora della prova, come oggi sul fiorire delle più nobili ispirazioni e dei propositi più saldi, volgetevi fiduciosi a Divino Maestro, la cui figura
si leva su all'orizzonte a titolo di grande incoraggiamento e di sicurezza; volgetevi alla sua e nostra Madre celeste, la cui protezione è validisima in ogni circostanza.
In alto i cuori, diletti figli, in alto gli occhi. Sì, anch'io guardo in alto, quasi a scrutare, nella immensità dei cieli, il movimento dei nuovi prestigiosi strumenti, che esaltano i meriti dell' intelligenza umana, nel susseguirsi delle sorprendenti applicazioni della tecnica e superano ogni possibile aspettativa. Ma al di là di questo omaggio alle conquiste del genio io volgo gli occhi a scrutare nei vastissimi cieli il segno della potenza sovrana di Dio, e da lui traggo gli auspici per il trionfo della ragione sulla forza, dell'amore sul calcolo, della giustizia sulla demagogia.
Camminate retti e fiduciosi; coltivate il rispetto dei vostri fratelli di ogni stirpe. Sappiate scrutare con intelligente preveggenza la storia, gli sviluppi demografici, culturali, economici di tutti i popoli. E soprattutto pregate Iddio di darvi davvero, come già a Salomone, un cuore grande a somiglianza della rena, che è sulla spiaggia del mare (cfr. I Re 4, 29).
Siate pazienti; sappiate attendere. Fatevi un animo, così trasparente sul volto, che vi apra tutte le porte, e vi assicuri stima ed affezione generale, affinché possiate depositare dappertutto la semente evangelica. Sentitevi chiamati a grandi cose: al lavoro individuale onesto e umile, al bene inteso servizio sociale; all'apostolato in tutti i campi, ed infine a dare testimonianza di servire Dio senza timore in santità e giustizia al suo cospetto per tutti i giorni (cfr. Lc 73-75).
Così vi saluto commosso e grato. E sono certo che negli anni vostri più maturi potrete tornare in questa stessa basilica per dire al Vicario di Cristo che, avendo nella giovinezza accolta lietamente la sua consegna, siete in grado di ripetere la visione incomparabile dello spettacolo odierno, e di cantare a chiara voce e a fronte alta il credo apostolico. Allora anche dalla tomba trasaliranno le mie ossa - (Discorsi messaggi colloqui di Giovanni XXIII, vol. II, pp. 352-354).

Caro adolescente, prendi in mano una tua fotografia di bambino della prima comunione; più avanti ti dirò: la fotografia della tua cresima, del termine dei tuoi studi, degli inizi del tuo mestiere o della tua professione, del tuo fidanzamento, del tuo matrimonio, del battesimo del tuo primo figlio; prendi in mano non solo l'album dei successi, ma anche quello delle delusioni, dell'incontro con la morte: dei nonni, di un coetaneo, di un amico.
Rivedo in questo momento lo scrittore Georges Bernanos,che conchiuse la sua vita appena sessantenna (1888-1948). Poco prima del transito, riordinando il suo archivio, si imbatté nella sua fotografia di ragazzo, e in un impeto di commozione rivide, a volo d'uccello, tutto il percorso compiuto e volle tracciare su di essa un grazie a Dio e un auspicio per i suoi nipoti: "Cos'è stata la mia vita! Voglio semplicemente che essa rimanga sino alla fine fedele al ragazzo che io fui".

 

 

 

Postato da: blogsovere a 11:46 | link | commenti |
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